Noto comune della Sicilia sud-orientale (provincia di Siracusa), sorge alla sinistra della fiumara di Noto o Asinaro, a 159 metri d'altezza, su un colle delle pendici meridionali dei monti Iblei.
Sede vescovile. Patrono della città di Noto è San Corrado Confalonieri che si festeggia il 19 febbraio.
Importante centro di produzione di uva e vino (famoso il moscato di Noto), mandorle, agrumi, ortaggi, frutta, carrube e bestiame. Importante stazione di soggiorno estivo. La città costruita nel XVIII secolo, dopo la distruzione dell'antica Noto per il terremoto del 1693, ha un'armoniosa disposizione architettonica e urbanistica; imponente cattedrale barocca (facciata monumentale, preceduta da scalinata) e numerose chiese settecentesche: di San Domenico, del Crocifisso (Madonna della Neve di F. Laurana, 1471), di Santa Chiara, dell'Immacolata o di San Francesco, il convento del Salvatore (ora seminario), in cui ha sede il Museo civico (sezione di archeologia), ecc.
Notevoli sono pure alcuni palazzi patrizi, tra cui il palazzo Nicolaci-Villadorata e il palazzo Ducezio (ora municipio). Ricca Biblioteca comunale.
Nel territorio si trovano le rovine di Noto Vecchia anticamamente Neto, distrutta dal terremoto del 1693; centro siculo, poi romano, fu importante sotto gli Arabi, nel medioevo, quando fu capoluogo del circondario di Val di Noto (una delle tre parti in cui era stata divisa la Sicilia); la necropoli di Castelluccio, dell'età del bronzo, e sulla costa, la stazione balneare di Noto Marina. Molto famosa è l’incantevole la spiaggia di Calamosche, una tra le più belle della Sicilia Orientale eletta nel 2005 Bandiera Guida Blu di Legambiente che le ha assegnato il titolo di “Spiaggia più bella d’Italia”. La spiaggia è di tipo sabbiosa. Noto Marina si trova a undici km di strada dalla città di Noto.
Dal 1980 ogni anno si svolge nella terza domenica di Maggio la famosa "Infiorata di Noto". Ogni anno il tema dell'infiorata è sempre diverso realizzata da artisti locali. L'infiorata si svolge in Via Corrado Nicolaci; i fiori utilizzati tutti naturali, sono rose, foglie, garofali e margherite e naturalmente fiori di campo raccolti nel territorio Netino.
Dal 2002 Val di Noto viene iscritta nella Lista del patrimonio dell'Umanità dell''UNESCO.
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